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Decidity

Che faccio?!
Ricomincio a scriverci qua dentro? O continuo a fare finta che questo posto non esista? E che sedermi a scrivere è davvero l’unica cosa che ho fatto sempre senza fermarmi mai tranne adesso? Faccio finta? Cambio il nome del blog? O resto in bilico nella terza città come (ancora) nel mio quotidiano? E poi, me li taglio i capelli?  E ancora, cos’ altro ancora?
Continua tu.

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A day in the life

nota: questo post è stato scritto ieri mattina, epperò poi non mi andava internet e non ho potuto postarlo.

Ci siamo. è oggi.
altro che festa del libro, del diritto d’autore, san jordì,  eccetera, oggi in tutto il mondo si festeggia il mio compleanno, essì in tutto il mondo, perché se per esempio mi trovassi in giappone sarebbe comunque il mio compleanno, o sulla luna, o che ne so, nella terra del fuoco.  il mio compleanno è ovunque, il 23 aprile.

nella mia famiglia le ricorrenze si festeggiano assai, ecco perché tutto sto teatro intorno al mio compleanno, no veramente il teatro è nato perché il mio compleanno per quanto mi svegli la mattina piena di gioia, poi finisce che a fine serata sono tristissima per i regali orribili che ho ricevuto. io ogni anno, faccio la conta dei morti.

il giorno del compleanno quando ero più piccola, ero dispensata dal fare le cose in casa, che erano preparare la tavola per la cena, lavare la frutta e sparecchiare. ecco, io non dovevo partecipare a questo rito terribile, soprattutto lavare la frutta. ero dispensata totalmente. ah e mamma mi cucinava le mie cose preferite, soprattutto le patate fritte.
a scuola se era il mio compleanno, a parte che si portavano le pizzette la cocacola e la fanta per festeggiare coi compagni, ma la cosa più importante era che nessuna maestra ti chiamava alla lavagna, e così fino al liceo. professorè oggi è il mio compleanno, ah vebbè non t’interrogo.
all’università niente, finisce la festa. non ti spetta più nessun privilegio. figuriamoci al lavoro.
epperò i forum di cucina a cui mi sono iscritta quando cucinavo assai mi hanno mandato tutti gli auguri, e pure libreriauniversitaria con un buonosconto. amazon no.

a casa mia invece ancora questo giorno è importante. mi telefonano tutti gli zii le zie, i cugini no, sono dispensati, tanto ci pensano i genitori, mamma e papà mi telefonano dicendo all’unisono nella cornetta: auguuuuuri, e io graaaazieeee, e poi mamma dirà e che fai oggi eh? festeggi? e papà: e che ti cucini? bò non lo so poi vedo. e farà una voce tutta interdetta: ma come?! oggi è il tuo compleanno!

più sopra ho accennato ai regali, ai regali di morte che ogni anno ricevo, c’è un post qui sotto e un altro più sotto ancora con il racconto dei regali terribili che infestano questo giorno così importante.
ecco, come ogni anno, anche quest’anno non è da meno. i regali di morte.
ho appena ricevuto una telefonata da zia, (ciao zia) che festante mi annunciava, duepunti: ti ho comprato una bella camicetta rosa coi volàn!

un minuto di silenzio per il volàn.

siete morti? io per un momento sì.
non solo, rosa, ma pure i volàn.  i volàn. sapete cosa sono i volàn? sono delle robe da femmina foufrou.
starebbero bene con la borsa di cavallino secondo me.
non posso fornire prova fotografica, ma spero vi arrivi tutto il mio scoramento…

un amico mio, per sfottere, invece mi scrive:
Ti ho anche comprato numerosi regali assai costosi: fiori di nylon, borsette di pelo di cane, una crociera in Lituania, un disco di musica acusmatica, sei buste di pasti giapponesi liofilizzati, un cuore che ho personalmente realizzato all’uncinetto, sei lattine di birra Poretti, il Meridiano Mondadori di Luciana Littizzetto e un abbonamento al Circo di Barcellona.

siamo solo a metà mattina. e la giornata e assai lunga…

edit: nel frattempo ho ricevuto dei regali bellissimi che quindi non fanno notizia.  sisà, la bellezza non fa cronaca, non tiene ironia, manca di pathos.
per amor della letteratura (…) dobbiamo sperare quindi che arrivino altri regali, brutti, così potrò scriverne.

La spontaneità è la pima cosa

Tra un po’ sarà il mio compleanno, io sono sempre contenta per il mio compleanno, pure se compio gli anni e mi viene il fiatone a spegnere tutte le candeline.
Una volta era il mio compleanno, compivo 24 anni ed ero a casa e mamma mi fece la torta, la famosa torta di compleanno della famiglia, quella col pan di spagna che mia mamma ma pure io e mia sorella, facciamo in casa con la ricetta di mia nonna, uguale proprio, così come la faceva la mia bisnonna, la mia trisavola e giù fino alla notte dei tempi. Poi una volta metto la ricetta, posso solo anticipare che no, non ci va il lievito, ci va un sacco di pazienza e assai amore. L’amore è importante nella vita come nel pandispagna.
Ah poi la torta di compleanno di famiglia comprende due strati: uno a cioccolato e l’altro a creama. la copertura è a cioccolato se il compleanno è il mio, a crema se è di mia sorella. Ah poi devo pure raccontare il fatto della buccia di limone che serve a profumare le creme. Lo farò, pare che i post con i racconti di casa vi piacciono tanto.
Mi sono persa come al solito, devo finire il fatto della torta dei 24 anni che fa così: mamma mi fece la torta e sulla torta c’erano millemila candeline e io non riuscii a spegnerle tutte insieme come mi vantavo di aver sempre fatto. Mamma ma le hai contate?
eh si a’mmamma. riconta pure tu!
erano 24. quel giorno segnò l’inizio dell’era da grande.
Ma stanotte (voi leggete di giorno, ma qua sono le 3,29) volevo raccontare un altro fatto, che tra poco è il mio compleanno, il 23 aprile, la mia amica mi ha appena detto che sono della prima decade, non so cosa voglia dire, cosa implichi essere toro (sono toro) della prima decade, ma ha anche aggiunto “ti adoro”! allora forse è una cosa buona il fatto di essere della prima decade. ciao Kika!
Allora il mio compleanno. No, non mi interessa quanti anni compio, mi interessa che avrò dei regali. Avrò dei regali? mettiamo che sì, avrò dei regali.
A me chi mi legge lo sa che io mi lamento sempre dei regali, che la gente non mi azzecca mai i regali. e allora, se mi vuoi fare un regalo, leggiti questo post, prendi appunti o se sei originale, e mi vuoi davvero bene, prendi spunto e fammi una sorpresa.
Allora il primo regalo è un disco di Patti Smith che si chiama Banga, la radio m’ha fatto sentire Nine, l’ho voluta risentire almeno settemila volte, poi mi sono decisa a cercare tutto il disco ieri l’ho sentito su spotify, sto ancora qua che lo sento.
poi certo, se siete fighi davvero, potete pure cercare un biglietto per un concerto, magari che ne so, non in italia ma all’estero. vabè, non è una richiesta, è un appunto, prendetelo come spunto. ah se mi prendi il biglietto poi devi venire pure tu, quindi ricordati, 2 biglietti.
poi un altro regalo potrebbe essere andare a vedere un balletto, ma non mi puoi mandare da sola, sappi che devi venire con me, quindi sempre due balleti, no biglietti, scusa.
se non sai come scegliere puoi chiedere alla mia amica Camilla, le ne sa, e sa cosa mi piace. chiedi a lei. però no danza contemporanea, c’è troppo il rischio Pina Bausch, che per carità, brava, riconsco il genio e il valore, ma ho visto il film e mi sono incazzata violenta alla scena delle fette di carne nelle scarpe da punta. delinquenti!
io ho fatto danza classica, sono stata sulle punte. ho sudato alla sbarra. ho mille tutù e il passo a due dello schiaccianoci è ancora la cosa più bella che io abbia mai fatto nella mia vita. quindi, regolati e non essere blasfemo. io sono credente. (cit)
Libri? mi vuoi regalare libri? audace. ti stimo. fallo. ma impegnati però. fatti un giro nella mia libreria di casa prima, fammi le domande trabocchette, e non escludere i libri per bambini, se mi vuoi bene lo sai.
certo è il mio compleanno, possiamo pure uscire a mangiare. scegli tu? va bene. no, cinese no, e nemmeno, e aiutami a dire nemmeno, giapponese. portami chessò, all’armeno, al libanese, o al portoghese, sì restiamo nel mediterraneo per favore. alla pizzeria no jà. un poco di fantasia. è pur sempre il mio compleanno, mi aspetto un po’ di originalità.
sai fare le cose a mano? vuoi farmi una collanina? un braccialetto? sissì! orecchini no, che sono allergica pure all’aria, mi viene l’ascesso all’orecchio. i ninnoli mi piacciono. non esagerare con i decori però. m’hai vista bene? porto i decori? no. eh, fai attenzione.
sei lontano e mi vuoi mandare un biglietto, una lettera, un pensiero? sappi che mi commuovo. ma ora che l’ho scritto non vale. quindi niente biglietto da lontano se non l’hai mai fatto.  se però lo fai ogni anno continua pure… :D
ah! mi vuoi fare la torta di compleanno? brà! solo una cosa ti dico però: non fare la bagna col liquore, i dolci con il liquore io li farei vietare dalla convenzione di ginevra sui diritti dell’uomo. il babà però no.
non vuoi fare la torta ma un dolcetto semplice? si pure mi piacerebbe. ma se ci metti la cannella, te lo metto per cappello, il dolce.
non ti venisse in mente di regalarmi un mazzo di fiori. quelli poi muoiono. a me mi piacciono le cose che restano vive per un poco. una piantina. mi piacciono le piantine. ma no grasse. che poi prendono l’infezione e muoiono. vai a un vivaio e fatti consigliare. no, non fare che te ne esci col ciclamino, quello il ciclamino è bello solo al negozio, appena varcata la soglia poi perde i petali per sempre. a me verdi mi piacciono le piante. o l’ibiscus. no giallo però rosso mi piace. una volta ho cresciuto un ibiscus rosso talmente bello che la gente si fermava a guardarlo sul mio davanzale. qui un po’ di foto  del mio green corner e del mio giardino pensile di due case fa. poi qualcosa è morto durante il trasloco.  ancora ci penso.
va bene, ti ho dato un po’ di idee. studia, impegnati e vedi di non regalarmi cose tipo la cover del cellulare con le orecchie, ‘chè ti scancello.
ma ricorda però, come da titolo, la spontaneità è la prima cosa!