La storia della torta finlandese che però è svedese

Allora, il fatto inizia così. Quando mia sorella andava al liceo conobbe una ragazza che faceva lo scambio culturale. Una ragazza finlandese che si chiamava Evelina, o una cosa del genere. Ora, io non lo so dove avete vissuto la vostra adolescenza, se eravate abituati a vedere la gente del mondo. Noi no, stavamo inun paesino piccolo e vi assicuro che fu un piccolo grande evento avere questa bella biondina che si aggirava per il sannio e per i corridoi del liceo.
Mia sorella fece amicizia con Evelina e la invitò a pranzo. Era maggio e c’era bel tempo. Mangiamo fuori, decretammo, una settimana prima del famoso pranzo.
Vi lascio immaginare i dibattiti sul menù: e che le diamo a sta ragazza? ma che si mangia? se la mangia la pasta? (questo è papà, che se non mangi la pasta vuol dire che tieni qualcosa, forse che non ti senti bene), ma prepariamo una cosa semplice o elaborata? ha espresso qualche desiderio? io la maionese non la uso. mamma e perchè dovresti usare la maionese? e che ne so, sopra le alpi usano la maionese pure nel caffè. vabè insomma, alla fine decidemmo di cucinare dei semplici piatti italiani, una pasta con il famoso sughetto al filetto di pomodoro e la fogliolina di basilico, che voi dite vabè vi siete sprecati…dilettanti. non capite niente di cucina. lo spaghetto al filetto di pomodoro è la cosa più difficile al mondo da cucinare. poi per secondo facemmo la genovese, che è una ricetta tipica napoletana. e per dolce, eh, sul dolce il dibattito diventò fitto fitto. facciamo il tiramisù che agli stranieri ci piace. no sempre sto tiramisù. facciamo i panzerotti con l’amarena. no che poi passiamo il tempo a friggere e poi non chiacchieriamo. facciamo la torta caprese. no è troppo facile. qua ci vuole un gesto rivoluzionario.
all’epoca non c’era internet. cioè sì c’era ma in paese chi ce l’aveva? forse solo voi a milano. se non sapevi qualcosa sul mondo andavi ad aprire la Treccani. ‘che tutti andavamo a vedere le voci maliziose, quelle dei maschi e delle femmine. Solo che non ci capivamo niente perchè erano scritte con linguaggio scientifico. Se invece volevi una ricetta importante, andavi  ad aprire la Grande Enciclopedia della Cucina Curcicurci, che a casa mia è una specie di bibbia. Ci sono le ricette divise per paese del mondo. E io ancora oggi quando torno a casa la sfoglio. Ci trovi gli appunti di mamma e di mia sorella e miei, fogliettini con liste della spesa e pagine sporche di farina e cioccolato.
Cercammo una ricetta di un dolce finlandese, pensammo che così il menù sarebbe stato più equilibrato. Solo che gira gira, ma i dolci finlandesi non ci piacevano, nessuna ricetta ci colpì, le foto erano brutte (lo sono ancora, avete presente come sono brutte le foto delle ricette scattate negli anni 80?) e allora ci dicemmo, vabè, vediamo i dolci dei paese limitrofi, i sapori saranno simili. ci guardammo in faccia ben sapendo che avevamo detto una grande sciocchezza, ma ormai avevamo deciso che il dolce non doveva essere italiano. e allora se non poteva essere finlandese…almeno scandinavo sì. sfogliammo tutta la scandinavia, io misi il veto alle ricette con la cannella, che pure in scandinavia la cannella è cittadina onoraria… e alla fine puntammo il dito sulla Torta Taby, una torta finlandese che però è svedese che da allora, è entrata nel ricettario di famiglia.
questa storia però non è finita. vi devo raccontare ancora il pranzo e poi devo fare il post con la ricetta filmata.

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3 pensieri su “La storia della torta finlandese che però è svedese

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